domenica 31 gennaio 2010

FINOCCHI GRIGLIATI CON BASILICO... basilico???

Ricetta rubata e interamente scopiazzata da una meravigliosa rivista “La Cucina” del Corriere della Sera (e credo che non sarà l’unica!!!…)… diciamo pure che i finocchi non li ho mai sopportati, in particolare quelli cotti, il solo odore mi ha sempre fatto star male. Poi ho iniziato ad apprezzarlo crudo, tagliato a fettine nelle insalate… quindi… credo che questa ricetta mi abbia attirato (... e pure parecchio) solo per poter testare se effettivamente sono sempre stata prevenuta io o se semplicemente è sempre stato il modo di cucinarlo a casa mia… ma qua sono sicura di aver trovato il giusto compromesso e pure per niente malvagio, perché il risultato finale è quello di avere dei finocchi non troppo crudi ma nemmeno troppo cotti, quindi una via di mezzo tra quello che ho sempre detestato e quello che ho iniziato ad apprezzare solo recentemente! Inoltre, nella ricetta, è previsto l’uso delle foglie fresche di basilico, non so voi però a me è sorto subito un dubbio… ma a gennaio le foglie fresche di basilico esistono, oppure ricadiamo nel solito problema della frutta e della verdura fuori stagione???!!!… no, perché sono sempre stata contraria al loro acquisto. Chiamatemi come vi pare ma trovare le susine , le zucchine, le albicocche ecc… a gennaio per me è sempre stato mooolto strano e pure mooolto sconveniente per le tasche. Tornando al mio caso, non sapendo bene se il basilico effettivamente possa trovarsi anche a gennaio, l’ho acquistato ed ecco il risultato…

(Lo so, lo sento… adesso mi direte che a gennaio le foglie fresche di basilico nooon si trooovaaanooo… portate pazienza, ma io come avrei fatto altrimenti a trovare il mio compromesso?!!!)


Ingredienti:

- 2 finocchi tondi

- Foglie di basilico

- Olio extravergine d’oliva

- Sale

Pulire i finocchi lasciando i gambi piuttosto lunghi e lavarli sotto acqua corrente, tagliarli in verticale a fette sottili. Pulire il basilico e spezzettarlo con le mani. Mettere i finocchi in una terrina, cospargerli con il basilico, versare due cucchiai di olio a filo, mescolare cercando di non rovinare le fette di finocchio e lasciarli macerare almeno un’oretta. Sgocciolare ed adagiare i finocchi in una pirofila, salare e grigliarli per almeno una decina di minuti per ciascun lato (va benissimo anche il forno a circa 170° per lo stesso tempo). Disporre i finocchi sul piatto di portata e versare sopra l’olio della marinatura e parte del basilico. Servire ancora caldo.

UN ABBRACCIO!!!

giovedì 28 gennaio 2010

QUADRELLI DI GRANO SARACENO & CECI… ovvero “pasta & ceci”

Lo so, lo so che tutti almeno una volta nella vita hanno sicuramente assaggiato, mangiato o cucinato la fantastica e meravigliosa pasta e ceci… no dico, idem per la pasta e fagioli… per carità a mio parere sono a pari merito… credo che entrambi siano dei classici della cucina italiana, con o senza rivisitazioni! Piatti semplici ma buoni, così come tutti quelli che appartengono alla tradizione. Quindi niente di particolare, l’ho resa un po’ diversa dal solito con l’aggiunta del grano saraceno nell’impasto dei quadrelli… sisisi quadrelli… e quindi significa che ho tirato la sfoglia con la mitica macchinetta di “nonna papera” e qua non avete la minima idea della soddisfazione avuta, cercate di capirmi è la mia prima pasta all’uovo, d’accordo non è tirata a mano con matterello come dovrebbe essere… ma è sempre la prima, giusto?!!!!!!!!

Una brevissima informazione: il grano saraceno, che a dispetto del nome non ha nulla a che vedere con il grano, si distingue dai comuni cereali per l'elevato valore biologico delle sue proteine, è una buona fonte di fibre e di minerali, soprattutto manganese e magnesio. Si narra che la pianta del grano saraceno fosse originaria della Siberia e della Manciuria, solo in seguito importata in Cina (dove è molto utilizzato per la preparazione del pane) per poi essere introdotta nell’Europa dell’Est o più precisamente dai Turchi prima in Grecia e successivamente nella Penisola Balcanica… da qui il nome di grano saraceno… grano dei Turchi o Saraceni… scusate se mi sono dilungata tanto ma un po’ di storia non fa mai male a nessuno… d’accordo d’accordo, ho capito… non fateci caso!!!


Ingredienti:

- Quadrelli di grano saraceno

- Ceci

- Rosmarino

- 2 spicchi d’aglio

- Polpa di pomodori freschi

- Olio extravergine d’oliva

- Scalogno

- Sale qb

La sera precedente mettere in ammollo i ceci in abbondante acqua salata e lasciarli così l’intera notte. La mattina successiva scolarli e trasferirli in una casseruola con acqua, due spicchi d’aglio e due rametti interi di rosmarino e portarli a cottura. Se l’acqua utilizzata non dovesse essere sufficiente aggiungerne dell’altra acqua calda e non fredda! A cottura ultimata, spegnere il fuoco, salare, coprire e lasciar riposare.

Per i quadrelli:

- 150 gr. di farina “0”

- 150 gr. di farina di grano saraceno

- 3 uova intere

Setacciare le due farine sulla spianatoia e disporla a fontana, al centro rompere le uova ed impastare il tutto per bene in maniera omogenea. Fare riposare l’impasto per una mezz’oretta. Stendere la pasta nella macchinetta e ricavare le tagliatelle. Dalle tagliatelle ottenute ricavare i quadrelli tagliandole semplicemente a quadratini.

In una casseruola fare appassire lo scalogno tagliato a fettine nell’olio, aggiungere la polpa di pomodoro e lasciar cuocere alcuni minuti; unire i ceci, mescolare e versare l’acqua di cottura dei ceci e dell’altra acqua, se necessaria, per la cottura della pasta. Quando l’acqua inizierà a bollire aggiungere i quadrelli di grano saraceno e portare a cottura. Cotta la pasta, spegnere, coprire a lasciare riposare alcuni minuti. Cospargere di parmigiano e servire.


UN ABBRACCIO!!!

lunedì 25 gennaio 2010

TARTELLETTE CON CONSERVA DI SUSINE NERE

Va bene, d’accordo… se è vero tutto quello che ho letto in rete (e non solo) che la differenza tra le crostatine e le tartellette sta nella proporzione tra gli ingredienti dell’impasto e sul tipo di ripieno, allora vi ho mentito… queste non sono tartellette ma sono delle semplicissime crostatine alla marmellata… ecco, l’idea di dare un nome più sciccoso mi è piaciuta talmente tanto, ma così tanto, che proprio non ho resistito! Anche se, non nascondo di avere una grossa confusione in testa circa la vera differenza!!! Comunque, una cosa è certa, la mia pasta frolla è mooolto atipica: primo perché ha pochissimo burro; secondo perché in genere andrebbe impastata velocemente pizzicando con la punta della dite la farina con il burro ottenendo un composto dalla consistenza simile a quella del pangrattato, aggiungendo solo successivamente gli altri ingredienti per poi amalgamare il tutto lavorando il meno possibile; andrebbe avvolta nella pellicola e “schiaffata” in frigo per almeno mezz’ora (cosa che invece non faccio mai… impasto, stendo e cucino); inoltre, prima di mettere la farcia andrebbe bucherellato il fondo con una forchetta… beh, ecco… io faccio esattamente il contrario, riesco ad impastarla pazientemente con il calore delle mani e… quindi in realtà, se è vero che nessuno è perfetto, oltre a non essere tartellette non è neppure una frolla “perfetta”!!! In ogni modo, nonostante tutti i difetti, l’impasto che ne viene fuori è friabile e croccante allo stesso tempo… nell’insieme direi niente male…



Ingredienti:

Pasta frolla:

- 225 gr. di farina “00”

- 60 gr. di burro

- 70 gr. di zucchero semolato

- 1 uovo intero

- Buccia grattugiata di un limone biologico

- 1 cucchiaino colmo di lievito per dolci vanigliato

- Un pizzico di sale

Per il ripieno:

- Conserva di susine nere

Per la frolla, al solito: setacciare direttamente sulla spianatoia la farina e il lievito, formare una fontana al centro e lavorare lo zucchero semolato con il burro. Unire e amalgamare l’uovo con una forchetta, aggiungere un pizzico di sale e la buccia grattugiata del limone. Impastare gli ingredienti fino a quando non saranno ben amalgamati fra loro. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare per mezz’oretta in frigorifero (non l'ho fatto). Riprendere la frolla, stenderla sulla spianatoia sopra un foglio di carta da forno, ritagliare dei dischi e rivestire gli stampini da crostatina.

Spalmare all’interno la marmellata. Impastare di nuovo la frolla avanzata, ristenderla e ritagliare con la rotella ondulata delle strisce e disporle su ciascuna crostatina, prima in un senso e poi nell’altro, in modo da formare la decorazione tipica.

Cuocere in forno già caldo a circa 170° per circa 20 minuti.



Con questa ricetta mi piacerebbe partecipare alla bellissima raccolta di Fiorix

UN ABBRACCIO!!!

sabato 23 gennaio 2010

TAGLIATELLE IN SALSA DI TOPINAMBUR E PISTACCHI

Vi avevo avvertito o non vi avevo avvertito che con i topinambur sarebbe nata una profondissima amicizia?!!! Ebbene si, ricetta numero due… anche se… dire di aver preparato questo piatto equivale a dire di aver fatto semplicemente due più due… prendi i topinambur riacquistati da poco, prendi pure i pistacchi appena trovati… e il gioco è fatto!

Un primo non troppo light ma tanto semplice e buono…

Ingredienti per quattro persone:


- 400 gr. di tagliatelle

- 500 gr. di topinambur

- 50 gr. di pistacchi non salati

- 2 cucchiai di panna

- 60 gr. di burro

- Un mazzetto di foglioline di salvia

- Sale qb


Per la salsa pulire i topinambur, sbucciarli, tagliarli a pezzi e lessarli in acqua bollente per una ventina di minuti. Al termine passarli al mixer con una noce di burro, la panna e il sale. A parte scottare i pistacchi in acqua bollente lo stretto necessario per privarli della pellicina e tritarli grossolanamente. In una padella fare appassire a fuoco basso le foglioline di salvia nel burro, unire i pistacchi e del sale se necessario. Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla, unirla alla crema di topinambur e mescolare; distribuire sopra il burro fuso alla salvia e pistacchi… a piacere cospargere con il parmigiano e servire in tavola.


UN ABBRACCIO!!!

mercoledì 20 gennaio 2010

(MINI) PLUM CAKE ALLO YOGURT CON PISTACCHI E MANDARINO

Non avete idea da quanto tempo sto dietro ai pistacchi… cercati ovunque ma mai trovati, o almeno quelli non salati! Eh si, proprio quelli non salati e pure di Bronte. Così, un bel giorno, quando si dice il caso o meglio proprio quando meno te l’aspetti… eccoli lì; visti ed acquistati. Da dove viene fuori l’idea? Ma dall’Enciclopedia della cucina italiana… in realtà i pistacchi sono serviti per un primo (già fatto, lo posterò in settimana) ma dato che c’ero li ho messi anche in un impasto da plum cake! Un paio di considerazioni sugli ingredienti: il mandarino si può sostituire benissimo con l’arancio o il limone, ammetto però che nel complesso il mandarino non è male; l’olio che ho usato è l’extravergine d’oliva ma può essere tranquillamente sostituito con olio più leggero come ad esempio quello di girasole, di mais biologico… nell’elenco degli ingredienti scrivo sempre la parola generica olio, poi ognuno sceglie quello che preferisce… perché preciso questo? Spesso mi è capitato, girovagando in rete, di leggere una certa riluttanza nell’usare l’olio negli impasti dolci e qui mi sono sempre chiesta il motivo quando in fondo per sovrastarlo bastano piccoli accorgimenti come quello di utilizzare dei buoni aromi (naturali!!!) e di non eccedere nelle quantità, poi certo c’è dolce e dolce così come c’è olio e olio! Non mi sognerei mai di utilizzare l’olio nella pasticceria, sia ben chiaro!!! E dico questo senza essere del sud e senza buttarci dentro il discorso dell’etica e dell’ecologia (da me molto sentiti)… I mini plum cake venuti fuori sono assolutamente fantastici… almeno per me… morbidi, delicati e pure veloci da realizzare.



Ingredienti:

- 250 gr. di farina “00”

- 2 uova intere

- 150 gr. di zucchero semolato

- 1 yogurt bianco (125 grammi)

- 50 gr. di olio

- Buccia e succo di un mandarino (o arancia o limone) biologico

- 2 cucchiai colmi di pistacchi non salati tritati grossolanamente

- 1 bustina di lievito per dolci vanigliato

- 1 pizzico di sale

In una ciotola montare con la frusta elettrica le uova intere con lo zucchero semolato fino a farle diventare chiare e spumose. Aggiungere a filo l’olio, la buccia grattugiata e il succo del mandarino (o arancia o limone), lo yogurt e il sale. Unire i pistacchi ed aggiungere infine, setacciando direttamente sul composto, la farina e il lievito.

Mescolare il tutto e versarlo all’interno degli stampini (o stampo) precedentemente imburrati ed infarinati. Spolverizzare la superficie con i pistacchi.

Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti.


UN ABBRACCIO!!!

lunedì 18 gennaio 2010

RISOTTO CON RADICCHIO E FINOCCHIO

Bene, durante l’influenza beccata tra San Silvestro e Capodanno diciamo pure di essermi fatta una cultura sulla preparazione dei risotti… tanto per passare il tempo!!! Le preziosissime informazioni le ho trovate sull’enciclopedia della cucina italiana (mai aperta in vita mia…ma sicuramente fonte per le mie prossime ispirazioni). Riassumo brevemente:

Il procedimento base prevede quattro operazioni fondamentali:

1- Soffriggere. In una casseruola si lascia appassire a fuoco mooolto basso, nel burro oppure nell’olio, la cipolla che deve diventare trasparente e quindi ATTENZIONE non deve dorare (cosa che invece ho sempre fatto!!!). Per evitare che colori troppo la cipolla si aggiunge poco alla volta dell’acqua o brodo caldo. La cipolla può essere sostituita con lo scalogno oppure con l’aglio sbucciato (in particolare nei risotti di pesce) che poi dovrà essere tolto (e qui ogni volta mia madre con una predica che non finisce più sul non toglierlo altrimenti scompare tutto il sapore finale del risotto…).

2- Tostare. E’ la fase successiva, quando la cipolla è appassita si unisce il riso e lo si lascia tostare almeno per un minuto, mescolandolo spesso fino a quando i chicchi non diventino opachi (mai fatto in vita mia!!!). Operazione fondamentale affinché il riso perda la sua umidità e assorba meglio il condimento. Se la ricetta lo prevede versare il vino e lasciarlo evaporare alzando la fiamma e continuando a mescolare il riso.

3- Cuocere. Si versa semplicemente il brodo caldo un mestolo per volta fino a coprire il riso per un paio di centimetri. Quando il brodo verrà assorbito dal riso ripetere l’operazione sempre mescolando per evitare che si attacchi al fondo (non rabbrividite… ma io ho sempre messo tutto il brodo in una sola volta e portato il riso a cottura, alla faccia dei due centimetri!!!). Questa fase si ripete fino a cottura del riso.

4- Mantecare. Spenta la fiamma, si unisce il burro o parmigiano (a seconda cosa sia previsto dalla ricetta), si mescola con un cucchiaio di legno il tutto, si copre la casseruola e si lascia riposare il risotto per un paio di minuti.

E quale tipo di riso utilizzare? Sono indicati i risi che sono in grado di rilasciare lentamente l’amido in cottura; sono sostanzialmente i fini o superfini (Carnaroli, Violone Nano, Baldo, Arborio).

Quindi, detto ciò, passerei dalla teoria alla pratica senza perdere altro tempo in spiegazioni ed informazioni…



1.Risotto radicchio e finocchio

Ingredienti:


- Riso (io ho utilizzato il “Vialone Nano”)

- 1 cespo di radicchio di Chioggia

- 1 finocchio

- Cipolla

- 1 mazzetto di spinaci

- Brodo vegetale

- Olio evo

- Sale qb


Preparare il brodo vegetale. Pulire, lavare sotto acqua corrente il radicchio e tagliarlo grossolanamente a listarelle; pulire, lavare il finocchio e affettarlo sottilmente; pulire e lavare gli spinaci più volte in acqua e spezzettarli.

Affettare la cipolla e farla appassire per alcuni minuti in una casseruola con l’olio a fiamma bassa per evitare che imbiondisca. Aggiungere il radicchio e il finocchio, salare, versare un mestolo di brodo vegetale e lasciar cuocere per una quindicina di minuti circa.

In un’altra casseruola, versare e lasciar scaldare un cucchiaio di olio abbondante, tostare il riso mescolando spesso e infine versare un mestolo di brodo e poi gradatamente altro brodo per portare a cottura il riso. Circa a metà cottura (forse anche meno) unire gli spinaci.

A cottura ultimata del riso, spegnere la fiamma, aggiungere le altre verdure, mescolare ed infine servire!


2.Risotto radicchio e finocchio

UN ABBRACCIO!!!

venerdì 15 gennaio 2010

RICETTA TIPICA???... tanto per iniziare!!!

Ammettetelo pure… sto mantenendo tutti i miei buoni propositi… fino ad ora!!! Beh certo, questa ricetta non è niente di speciale, però non è un dolce… quindi… sto mantenendo tutti i miei buoni propositi! Vabbè, poi col tempo elaborerò anche ricette più sfiziose e magari anche qualche preparazione più creativa e fantasiosa… per adesso io mi accontento di questa. Credo di aver sempre mangiato questo tipo di lenticchie, sono decisamente migliori delle altre se non per la loro praticità, infatti non necessitano l’ammollo di tot ore prima della cottura, ma questo lo sapevate già. Comunque, sono solita pulirle prima cercando magari qualche sassolino nascosto… il controllo lo faccio sempre da quando mi hanno fatta quasi precipitare dal dentista!!! A parte questo piccolissimo incidente sono davvero molto facili da cucinare, pastose, delicate e saporite.


Ingredienti:


- Lenticchie di Castelluccio di Norcia

- Acqua qb

- 1 gambo di sedano

- 2 carote

- Cipolla (se preferite aglio)

- Olio evo

- Sale


Lavare sotto acqua corrente le lenticchie, scolarle e raccoglierle in una casseruola assieme il sedano, le carote intere, e lo scalogno tagliato a fettine non troppo sottili. Versare abbondante acqua, portare ad ebollizione, regolare la fiamma e lasciar cuocere fino a cottura o meglio fino a quando non saranno tenere senza essere “sfatte”, aggiungendo dell’altra acqua (calda!!!) se necessaria. Terminata la cottura, salare, aggiungere l’olio, coprire la casseruola e lasciare intiepidire le lenticchie. Servire con crostini di pane tostato… magari oliato e agliato.


UN ABBRACCIO!!!

giovedì 14 gennaio 2010

PREMI!!!

Essendomi dimenticata di includere tra i buoni propositi dell’anno nuovo il non postare più i premi in estremo ritardo… a cosa potevo andare incontro se non a ritirarli e a postarli effettivamente in ritardo? Mi scusso ancora e inizio subito col ringraziare Gatadaplar per avermi donato questo bellissimo premio:

Per ritirarlo si devono rispettare delle regole... vedere qui.

Ringrazio di cuore anche Laura , dolcissima ragazza conosciuta da poco, per avermi donato questo premio:

Per ritirarlo basta postate il premio sul vostro blog e donarlo ad altre cinque amiche!

Per una volta permettetemelo… io lo dono a tutte... per me siete tutte troppo care!!!

UN ABBRACCIO!!!

martedì 12 gennaio 2010

CIAMBELLA CON PERE, AVENA E MANDORLE

Ed ecco come ti risolvo il problema “frutta in eccesso”… come credo capiti spesso a tutte! Avevo in dispensa della pere che dovevano essere consumate alla svelta; beh si, proprio come per le banane, le acquisti verdi o giù di lì e, se non il giorno dopo, le ritrovi già con i puntini neri. Così, domenica, mi sono messa alla ricerca in rete di un dolce che le contenesse come ingrediente ma le uniche ricette sono a base di cioccolato ed io, naturalmente, volevo un dolce senza cioccolato o cacao… per carità è senza un motivo ben preciso dato che l’abbinamento pere e cioccolato l’ho trovo di un buono!!! Prima o poi posterò la mia versione. Insomma, alla fine, è venuta fuori questa ciambella molto delicata, morbida e soffice. Praticamente ideale per ogni momento della giornata!



Ingredienti per uno stampo a cerniera da 26 cm di diametro:

- 220 gr. di farina “00”

- 100 gr. di farina d’avena (fiocchi d’avena mixati)

- 50 gr. di farina di mandorle + alcune mandorle intere per decorare la ciambella

- 3 uova intere

- 180 gr. di zucchero semolato

- 1 tazzina da caffé d’olio (circa 60 grammi)

- 1 tazzina da caffé di latte (circa 60 grammi)

- Buccia e succo di un mandarino biologico (io avevo solo questo…va benissimo anche il limone)

- 1 bustina di lievito per dolci vanigliato

- 2 pere + 1 (ho utilizzato le conference)

- Sale


A parte nel mixer frullare i fiocchi d’avena con le mandorle intere fino ad ottenere una farina. In una ciotola montare con la frusta elettrica le uova intere con lo zucchero semolato fino a farle diventare chiare e spumose. Aggiungere a filo l’olio, la buccia grattugiata e il succo del mandarino o limone, il sale. Aggiungere la farina d’avena e mandorle e unire infine, setacciando direttamente sul composto, la farina e il lievito, alternando con il latte. Se il composto dovesse risultare troppo denso aumentare il latte… a me è andata bene con i grammi indicati.

Sbucciare le due pere e tagliarle a pezzi non troppo piccoli, unirle al composto e, mescolato il tutto, versarlo all’interno della teglia precedentemente imburrata ed infarinata.

A parte sbucciare la terza pera e tagliarla a fettine sottili, disporle a raggiera sulla torta. Spolverizzare la superficie con dei fiocchi d’avena e le mandorle intere o tagliate a fettine.

Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 40/45 minuti.



UN ABBRACCIO!!!

domenica 10 gennaio 2010

FRITTATA AI TOPINAMBUR

Topi…che?!!! No no ho letto bene… topinambur. Ecco… perché non farci un’insolita frittata che poi tanto insolita non è, sicuramente sono conosciuti da tutti tranne da me! Comprati e portati a casa freschi freschi e pure da agricoltura biologica, meglio di così oggi non poteva andare!!! I topinambur sono di un buono, ma di un buono… ricordano tantissimo il sapore dei carciofi ma , in realtà, altro non sono che dei tuberi, beh si… tuberi proprio come le patate. Altre informazioni le ho trovate qui, interessantissime. Possono essere consumati sia cotti che crudi come in velocissime insalate. Credo che questa non sarà l’unica ricettina che preparerò con queste meraviglie.


Ingredienti:

- 3 uova

- 100 gr. di topinambur

- 1 ciuffo di prezzemolo

- 1 spicchio d’aglio

- Olio evo

- Sale

Lavare e tritare finemente il prezzemolo; lavare per bene i topinambur, sbucciarli e tagliarli a rondelle molto sottili ed infine lessarli.

Fare soffriggere l’aglio schiacciato in un tegame antiaderente con l’olio, unire i topinambur e lasciarli insaporire. A parte rompere le uova, salare, batterle e versarle nel tegame con i topinambur cercando di amalgamare gli ingredienti. Cotto un lato della frittata, girarla con l’aiuto di un piatto e terminare la cottura anche dall’altro lato. Spegnere a lasciarla raffreddare. Più semplice di così!!!


UN ABBRACCIO!!!

giovedì 7 gennaio 2010

PANE... si ma con il poolish

Ed eccolo qua… come nasce questo pane? Molto semplicemente in un tardo pomeriggio trascorso beatamente in casa al calduccio; è stato dopo essermi accorta che scarseggiava per la cena. Senza farmi prendere dal “panico” (…per la serie: tanto ormai al forno non troverai più niente, quindi niente paura ho tutto sotto controllo…) sono ricorsa velocemente alla “pagnotta perfetta” di Sara. Avevo salvato la sua ricetta ed inserita nella lista delle cose da fare. Lo confesso, sono sempre stata una patita del “pane fatto a casa” tanto che l’idea di farlo finalmente io mi è subito piaciuta. Si tratta di un pane molto soffice e la sua particolarità è la velocità di realizzazione (come già scritto da Sara stessa) circa un’oretta e mezza per raggiungere il risultato finale! Un vero e proprio successone!!!

Ed eccoci ad uno dei miei buoni propositi per l’anno: dedicarmi almeno una volta a settimana ai lievitati. Beh si, proprio ai lievitati… in realtà non solo a quelli… beh… meglio parlare di una cosa per volta, mica devo dire proprio tutto subito!!! Tornando al discorso di prima… potevo fermarmi qua?!!! Certo che no e, avendo sentito e letto tanto del poolish circa un mesetto fa (… ma come sono lenta nello sperimentare nuove tecniche…), ho deciso di ripetere il tutto ma con la tecnica appunto del poolish. Che soddisfazione, un pane con solo 6 grammi di lievito! Non nascondo che inizialmente sono stata tanto perplessa e con addosso il timore che non gonfiasse per niente, ma non è stato così! La differenza? Un pane più pane, un pane con più profumo di pane e con una struttura maggiormente compatta. Il poolish altro non è che un lievito semiliquido che viene preparato diverse ore prima dell'impasto definitivo, attraverso la miscelazione di acqua e farina in uguale quantità (si mescola e non si impasta). A mio avviso, l’unica difficoltà che si potrebbe incontrare è quella di pesare piccole quantità di lievito (la mia bilancia infatti non è riuscita a misurare 1 grammo e così ho fatto ad occhio). Inoltre la percentuale di lievito da usare non e' fissa ma varia a seconda del tempo per il quale si lascia fermentare il poolish.

Indico le diverse quantità di lievito da utilizzare ( la percentuale è riferita a 100 grammi di farina):

2,5 % di lievito per 2 ore di fermentazione;
1,5 % per 3 ore
0,5 % per 8 ore
0,1 % per 12 ore

Un altro dei miei buoni propositi? Semplice, dedicarmi anche a primi o secondi, ricette alquanto scarse nella mia piccola cucina. Il fatto è, riflettendo meglio, senza questi piatti ho la sensazione di essere incompleta dato che a casa non si vive di sole torte o ciambelle…



Ingredienti:

Ore 20.00 (poolish):

- 150 gr. di farina “0”

- 150 gr. di acqua tiepida

- 1 gr. di lievito di birra

Ore 8.00 circa (da aggiungere all’impasto precedente):

- 350 gr. di farina “0”

- 150 gr. di acqua tiepida

- 5 gr. di lievito di birra

- 1 cucchiaino di sale


La sera precedente preparare il poolish in una ciotola mescolando (e non impastando) il lievito sciolto nell’acqua tiepida con la farina setacciata fino ad ottenere una vera e propria pastella omogenea senza grumi. Coprire con un canovaccio e lasciarlo a temperatura ambiente.

La mattina successiva riprendere il poolish così diventato:


Versare il lievito sciolto nell’acqua tiepida sulla la farina setacciata in una ciotola, aggiungere il poolish e solo in ultimo il sale e amalgamare il tutto con una mano. Trasferire la pasta sulla spianatoia leggermente infarinata ed impastare per bene almeno 10 minuti. Coprire e far lievitare nuovamente a temperatura ambiente per almeno altre 2 ore.


Al termine del tempo indicato riprendere il panetto


dividerlo in quattro parti facendo attenzione a non sgonfiarlo troppo. Formare le baguette (andate a vedere questo video qui… eccezionale) (non ho provato solo con le baguette ma anche con una pagnotta venuta altrettanto bene). Metterle sulla teglia ricoperta da carta da forno e lasciarle riposare altri 20 minuti.


Cuocerle in forno già caldo a 210° per circa 25 minuti o fino a doratura del pane.


UN ABBRACCIO!!!

martedì 5 gennaio 2010

RISOTTO CON FUNGHI E NOCI

Ed ecco un buon risotto, facile e gustoso. Basta avere in casa delle noci e una confezione di funghi secchi e il risotto è fatto. Questa ricetta l’ho preparata un po’ di tempo fa, dopo aver scovato in casa proprio una confezione di ottimi funghi porcini. Ringrazio Ale per avermi dato la possibilità di partecipare alla sua bellissima raccolta nonostante il forte ritardo!!! Un’idea in più potrebbe essere quella di intensificare maggiormente l’aroma dei funghi filtrando l’acqua in cui sono stati fatti rinvenire i funghi secchi e unirla al risotto durante la cottura!


Ingredienti:

- Circa 320 gr. di riso carnaroli

- 25 gr. di funghi porcini secchi

- 40 gr. di gherigli di noce

- Cipolla

- Brodo vegetale

- Olio

- Sale

- Parmigiano grattugiato

In una ciotola mettere i funghi secchi a bagno per almeno 30 minuti; sgocciolarli, strizzarli e sminuzzarli.

In una casseruola far appassire la cipolla, affettata sottilmente, nell’olio a fuoco bassissimo, facendo attenzione a non farla dorare. Aggiungere i funghi, i gherigli di noce spezzettati e il riso lasciandolo tostare per alcuni minuti. Portare il riso a cottura unendo un mestolo di brodo caldo alla volta. A cottura ultimata, spegnere il fuoco e mantecare il risotto con il parmigiano. Coprire la casseruola e lasciare riposare per qualche minuto, servire.

Con questa ricetta ho partecipato alla raccolta di Ale del blog Timo e maggiorana:


UN ABBRACCIO!!!

venerdì 1 gennaio 2010

INZUPPIAMO??? BISCOTTI DA COLAZIONE...BUON 2010

Cosa porto con me nel nuovo anno dal 2009?... beh ecco, un raffreddore e una bronchitella iniziati qualche giorno fà per niente simpatici e, anzi, molto fastidiosi. Ma dico io… non potevo essere colpita (se proprio dovevo esserlo) qualche giorno più tardi?!!! Eeeh nonono… troppo bello, così cenone e Capodanno non sarebbero stati rovinati!!! Vabbè, non pensiamoci troppo, meglio passare velocemente alla ricetta (vista e annotata da Geillis (grazie Laura!!!), l'unica variante è stata che al posto del burro io ho messo l'olio), andare a fare finalmente colazione con una fumante tazza calda calda di latte dove poter inzuppare questi biscottoni molto buoni ma non consolatori (beh, per quello occorre solo il cioccolato) e ritornare sotto il piumone augurandovi però prima UN BUON ANNO NUOVO… BUON 2010!!!!



Ingredienti:

- 500 gr. di farina “00”

- 2 uova intere

- 150 gr. di zucchero semolato

- 110/120 gr. di latte

- 70 gr. di olio

- Buccia grattugiata di un limone biologico

- Sale

- 1 bustina di lievito per dolci vanigliato



In una ciotola o direttamente sulla spianatoia setacciare la farina con il lievito, formare una fontana e al centro battere con una forchetta le uova intere con lo zucchero, unire la buccia grattugiata del limone, l’olio, il sale e il latte. Mescolare ed impastare il composto. Staccare dei pezzi più piccoli (io circa 70/80 grammi ciascuno) e sulla spianatoia leggermente infarinata arrotolarli e formare delle trecce. Mettere i biscotti su una teglia antiaderente rivestita o meno con carta da forno. Spennellare sulla superficie un po’ di latte e cospargere con lo zucchero semolato. Infornare a forno già caldo a 170° per circa 15/20 minuti o fino a quando non diventano dorati in superficie.


BUON 2010… UN ABBRACCIO!!!