sabato 27 febbraio 2010

ZUPPA DI RISO CON VERZA

Il bello della zuppa qua sotto è l’estrema semplicità della preparazione, basta pulire la verza ed infilare il tutto nella pentola portando a cottura. Se poi, si ricorre all’utilizzo del riso dieci minuti (…pure più veloce di tanti formati di pasta che si trovano in giro!) aggiungerei, tra le qualità della suddetta zuppa, anche la celerità e ciò, diciamocelo pure, non guasta proprio… specialmente in tutti quei casi nei quali si va terribilmente di fretta, durante i lavorativi e non solo, ma non si vuole rinunciare alla piacevolezza del riso in una zuppa ben calda…


Ingredienti per 4 persone:

- 250 gr. di riso dieci minuti

- Cavolo verza

- Brodo vegetale

- Cipolla

- Olio extravergine d’oliva

- Sale q.b.


Pulire la verza privandola delle foglie più esterne e delle parti più dure, tagliarla a listarelle. Affettare la cipolla, a fuoco basso in una casseruola, farla appassire nell’olio per alcuni minuti mescolando spesso per evitare che rosoli. Unire la verza, salare e lasciarla insaporire facendola appassire per alcuni minuti. Versare il brodo vegetale, aggiungere il riso e portarlo a cottura. Spegnere la fiamma e servire.

UN ABBRACCIO!!!

giovedì 25 febbraio 2010

MARMELLATA D’ARANCIA

Questa qua è sempre stata la mia preferita… la marmellata d’arancia! Ammetto però di averla sempre comprata, biologica si ma sempre comprata, non sapendo bene cosa potessi perdermi in tutti questi anni… si perché, diciamolo pure che le marmellate “home made” sono nettamente superiori a qualsiasi tipo commercializzata, biologica o non biologica che sia. Di ricette in giro se ne trovano tante… per la mia è andata così: in uno dei miei soliti giretti in rete, capita di averne notate alcune davvero interessanti, caso vuole poi di averle pure segnate ed infine, complice la domenica, di cimentarmi nell’impresa. Ora, dato che di ricette se ne trovano tante… quale scegliere?! Bene, prendo la prima a caso e mi piace, non sembra difficile e nemmeno lunga. Comincio nel prelevare la buccia, tagliarle a listarelle sottili e metterle a cuocere per 15 minuti poi, pronta a ripetere l’operazione, mi accorgo che le ricetta in questione non si riferiva alle bucce ma alle arance stesse!!! Ops, che fare??? Leggo le altre segnate (quando a volte si dice la fortuna!) tutte dicono che vanno bollite le bucce e non le arance… qqquiiindi, si va per la numero tre qua ... euhm, vabbe’… ma che ve lo dico affa’… con qualche piccola modifica, questa volta ho ridotto la quantità di zucchero. La ricetta è meravigliosa e se, in un primo momento, ho temuto che potesse sentirsi l’amaro delle arance, in ultimo mi sono dovuta ricredere. Ripeto, è una ricetta fantastica, di quelle che portano ad una marmellata meravigliosamente dolce. L’unico difetto è quello di essere un po’ lunghetta ma basta una mattinata libera e il gioco è fatto (… ma come farei senza la mia adorata domenica?!!!…) direi pure che ne vale davvero la pena, provare per credere.



Ingredienti:

- 1 kg. d’arance biologiche non trattate

- 2 limoni biologici

- 600 gr. di zucchero

- 250 gr. d’acqua


Lavare ed asciugare le arance, togliere la buccia cercando di eliminare la parte bianca e tagliarle a listarelle sottili. Eliminare i semi e la pellicina che ricopre la polpa delle arance; tagliare ogni singolo spicchio in parti più piccole e metterle in una casseruola insieme al succo dei due limoni. Prendere le striscioline delle bucce e farle cuocere in abbondante acqua per almeno 15 minuti; trascorso quest’arco di tempo si scolano e si rimettono a cuocere sempre in abbondante acqua per altri 15 minuti e si ripete la procedura una terza volta. In una casseruola versare l’acqua e lo zucchero. Dopo aver fatto sciogliere lo zucchero a fuoco moderato, si aggiungono le striscioline e le arance lasciando cuocere il tutto, sempre a fuoco lento, mescolando spesso soprattutto verso la parte finale della preparazione, fino a quando non avrà raggiunto una consistenza ottimale. Si versa la marmellata nei vasetti sterilizzati, si chiudono e si capovolgono, lasciandoli così per almeno cinque o sei ore (di solito io li lascio una notte intera) il tempo sufficiente per la formazione del sottovuoto.


UN ABBRACCIO!!!

lunedì 22 febbraio 2010

PASTA AL FORNO CON CREMA AL FINOCCHIO

Io adoro i finocchi, punto e basta. Beh, diciamo pure che non sono mai stati sulla lista dei miei preferiti, soprattutto cotti… e questo lo sapevate già. Li ho sempre preferiti crudi in insalata ma, come nella ricetta in questione, frullati e messi all’interno della besciamella per crearne una cremina, la trovo un’idea grandiosa, o almeno a me è piaciuta parecchio! Quindi ormai la riconciliazione definitiva è fatta. La ricetta l’ho scovata dal servizio ricette classiche e innovative sulla rivista “La Cucina” del mese scorso. Trattasi di una semplicissima pasta al forno condita solo con la cremina di cui vi ho appena parlato, e dal sapore molto delicato, ma così tanto delicato, che io alla prossima aggiungerei una puntina di noce moscata… ops!!! Chissà se ho detto un’eresia e se verrò perdonata dallo chef??? Anche se, in realtà, un po’ modificata già lo è, ho aggiunto un finocchio in più ed ho diminuito leggermente la fontina… (non mi perdona!!!)

Pasta al forno con crema al finocchio

Ingredienti per 4/5 persone:

- 500 gr. di rigatoni

- 2 finocchi interi

- 15 gr. di burro

- 20 gr. di farina

- 250 gr. di latte

- 60 gr. di fontina

- Sale q.b.

Pulire i finocchi eliminando la parte più esterna detta guaina esterna, la parte inferiore e i gambi superiori, lavarli, tagliarli nel senso della lunghezza a fettine e lasciarli cuocere in acqua salata fino a quando non diventeranno teneri. A cottura ultimata ridurli in crema, va benissimo il minipimer, con parte della loro acqua di cottura. In una casseruola a fuoco basso sciogliere il burro, unire la farina e mescolare; poco per volta versare il latte a filo, sempre continuando a mescolare accuratamente per evitare i grumi. Alzare la fiamma e fare sobbollire per una decina di minuti, mescolando ancora. Spegnere la fiamma, incorporare il formaggio ridotto a scaglie e, in ultimo, la crema di finocchi. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. A cottura ultimata scolare la pasta e raccoglierla in una pirofila da forno. Condirla con parte della crema e sistemarla, in ultimo versare la restante parte sopra e passare la preparazione in forno a 180°/200° per circa 20 minuti. Sfornare e servire tiepida.

UN ABBRACCIO!!!

sabato 20 febbraio 2010

GRAZIE TAMARA

A volte capita di legarsi involontariamente a determinati oggetti, o magari a dei sapori, perché altrettanto involontariamente ci tranquillizzano o perché soprattutto hanno il potere di farci sentire, ancora una volta, vicini alle persone che amiamo con tanto affetto. A volte, però, capita di perdere questo bene prezioso, perché la vita è tanto strana e magari capita anche che con il trascorrere del tempo e degli anni il tutto sfumi e finisca per essere dimenticato. Ecco, è accaduto a me, è accaduto dodici anni fà. E’ accaduto che in un periodo non troppo facile, dove ogni cosa è stata in salita, mi legassi ad una piccola e spinosa zucca. Ebbene si, strano vero??? Una piccola zucca spinosa. Venivano coltivate da mia nonna nell’orto dietro casa. Non ho mai saputo come le avesse avute e non ho mai conosciuto il loro nome… ma il loro sapore si! Un sapore dolce… un sapore così tanto buono e rassicurante carico di ricordi. Poi purtroppo mia nonna non le ha coltivate più… vani sono stati i tentativi di ritrovarle… e, come inevitabilmente accade, il tempo ha affievolito la speranza di rivederle almeno per un’ultima volta. A volte, però, capita anche che per una strana coincidenza quel bene così tanto prezioso ricompaia magicamente nella propria vita… si, ricompaia e non da solo, ma in compagnia di tante emozioni ormai sopite. Ringrazio di cuore Tamara perché è grazie a lei se le ho riviste, ho appreso il loro nome (zucche Chayote) e le ho ritrovate. L’ho conosciuta casualmente tramite un suo commento, ed è stato visitando il suo splendido blog che ho visto una foto delle mie tanto care zucche spinose (... confesso di aver subito salvato l’immagine!!!). Ma lei ha fatto di più… me la ha inviate in una graziosa scatola gialla. Non mi stancherò mai di esserle grata per il suo meraviglioso ed ammirevole gesto. Credo di non aver trovato un’amica, ma un angelo e dico questo, senza esagerare, proprio perché queste piccolissime zucche spinose hanno un significato così tanto importate nella mia vita da non poter essere spiegato semplicemente con delle parole…


GRAZIE TAMARA

Grazie Tamara

giovedì 18 febbraio 2010

LE TRADIZIONI SONO PUR SEMPRE... TRADIZIONI DA RISPETTARE!!!

Va bene, d’accordo, è vero… Carnevale è finito… ma io non potevo non esprimere la mia felicità per la sorpresa avuta ieri sera tornata a casa dal lavoro!!! Sicuramente l’avrete già immaginato… ecco si, proprio loro… le frappe!!! L’autrice di così tanta bontà non sono io ma la mia adorata mamma. Si sentiva meglio e così, ieri pomeriggio, pensando a me triste in ufficio (ma caspita dico io almeno mezza giornata no vero???…) ha fatto le frappe e come dire… cosa non si farebbe per i figli!!! Con la ricetta che usa da anni ne vengono fuori tante ma talmente tante che di solito le abbiamo anche per il giorno dopo e, lasciandole in un luogo fresco, rimangono buone, friabili e fragranti proprio come se fossero state appena fritte. Vi indico le dosi perché, a differenza di me, non pesa niente e va ad occhio… e così per quest’anno pure quest’altra tradizione è stata rispettata.

Frappe


Ingredienti:

- 500 gr. di farina “00”

- 50 gr. di burro a temperatura ambiente

- 2 uova intere

- 2 cucchiai di zucchero semolato

- 50 gr. di anisetta

- Buccia grattugiata di un limone biologico

- 1 pizzico di sale

- Olio di arachide per friggere

- Zucchero a velo vanigliato


Sulla spianatoia setacciare la farina a fontana e versare al centro tutti gli ingredienti, impastare e soprattutto finire di impastare con del vino bianco o grappa (lei sempre vino) fino a quando non avrà una certa consistenza; lasciare riposare per una mezz’oretta. Riprendere l’impasto, staccarne dei pezzi e stenderli con la macchinetta con il più piccolo spessore (devono essere sottilissime). Ritagliare le frappe con la rotella ondulata e fare uno spacchetto al centro. Riscaldare l’olio in una padella larga e friggere le frappe. Spolverare con lo zucchero a velo.

2-Frappe

UN ABBRACCIO!!!

martedì 16 febbraio 2010

STRUFFOLI… & buon Carnevale!!!

Credo che in ogni casa ci siano delle tradizioni da rispettare… ecco per esempio, a casa mia ogni domenica c’è la tradizione della pizza (rigorosamente Margherita), c’è quella del timballo fatto con le crespelle ogni Natale mentre a Carnevale c’è invece quella delle frappe… beh ehm… diciamo pure che questa c’è sempre stata ma per causa forza maggiore quest’anno no… quest’anno si cambia e c’è quella degli struffoli. La motivazione è semplicissima, mia madre poverina si è presa l’influenza (…purtroppo si, l'influenza si aggira minacciosa per casa e speriamo di non beccare anche questa altrimenti è la volta buona che vado a farmi benedire, ho perso il conto delle volte che sono stata male…) ed io non me la sono proprio sentita di farle da sola visto che sono abbastanza impegnative soprattutto durante la fase della frittura, o almeno è per come la vedo io, visto che con le dosi che di solito si fanno ne vengono fuori veramente tantissime e, quindi, si deve essere mooolto veloci nel buttarle nell’olio caldo e riprenderle subito dopo. Penserete ad una tradizione misera vista la miriade di dolci di Carnevale esistenti vero? Io personalmente mi accontento dato che di ricette legate all’infanzia ne ho davvero poche, ma quelle poche me le tengo ben strette. Rimedierò, rimedierò anche se la vedo difficile visto che la settimana è ricominciata ed io torno ad andare terribilmente di fretta! La ricetta degli struffoli o cicerchiata l’ho scopiazzata dalla bravissima Chiara, approfitto così per farle i miei complimenti visto che sono davvero niente male e… per fare i miei auguri a tutti per un buon Carnevale…

2-Struffoli

Ingredienti:

- 2 uova intere

- 3 cucchiai di zucchero semolato

- 3 cucchiai d’olio

- 2 cucchiai di mistrà

- 300 gr. di farina “00”

- Buccia grattugiata di un limone biologico

- Un pizzico di sale

- 200 gr. di miele d’acacia

In una terrina sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere l’olio, il liquore, la buccia grattugiata del limone e un pizzico di sale. Unire un poco per volta la farina, quanto basta per avere un impasto morbido e ben lavorabile. Coprire e lasciare riposare il tutto per una mezz’oretta. Riprendere l’impasto, staccare delle piccole parti e sulla spianatoia infarinata ricavarne dei bastoncini, quindi tagliarli a tocchetti. Ora si possono friggere in una padella con dell’olio di semi caldo oppure si possono infornare in una teglia antiaderente rivestita da carta da forno a circa 180° per circa 15/20 minuti fino a doratura. Io li ho infornati e devo dire che vengono bene comunque. Una volta cotte lasciarle raffreddare. In una padella larga a fuoco moderato versare del miele d’acacia e quando inizierà a schiumare unire i tocchetti di pasta amalgamando per bene il tutto. Togliere dal fuoco, versare su uno stampo coperto da carta forno, dare la forma che più piace lasciando solidificare il miele. Decorare con le codine colorate.

Struffoli

UN ABBRACCIO!!!

venerdì 12 febbraio 2010

... FINALMENTE POLVERE D'ARANCIA!!!...

SiiiSiiiSiii!!! Finalmente anch'io sono riuscita ad ottenere la polvere d'arancia. Finalmente perchè in realtà questo è il secondo tentativo dopo un primo andato decisamente a male, direi più esattamente andato carbonizzato. Ho cercato di essiccare le bucce mettendole in forno a circa 80° per alcune ore… ma non vi dico il risultato, già solo dopo mezz’ora la maggior parte delle bucce utilizzate erano nere! N-E-R-E! Non è colpa mia, magari non mi crederete, ma la causa è il mio forno… no, no che non sto cercando di scaricare la colpa sul mio forno ma è vero che non è del tutto normale. Tanto per dirne una: le normali torte si cucinano di solito a 180° ma nel mio no! A 180° sarebbe tutto completamente bruciacchiato e tocca metterlo a 160°, quindi… non è normale. Ma non dandomi per vinta ho riprovato l’esperimento mettendole semplicemente sul termosifone, sia dopo aver chiesto consiglio a Silvia e sia dopo essermi accorta che in effetti anche Alex o Iana o Fiorella lo consigliavano come alternativa, e… e… ho avuto anch’io la mia polvere d’arancia! Questa soluzione mi piace anche di più perché, oltre a riuscire ad essiccare perfettamente, si ha il vantaggio di profumare l’intera casa!!! Trovo che ottenere della polvere dalla buccia delle arance sia non solo un’idea fantastica ma decisamente utile, infatti l’utilizzo che ne deriva è il più svariato, può essere impiegata nelle preparazioni di dolci oppure per rifinire le preparazioni di creme, insalate, zuppe avendola a disposizione tutto l’anno… insomma direi che prepararla ne vale davvero la pena!

Polvere d'arancia

Ingredienti:

- Bucce d'arancia rigorosamente biologiche

Strafacile : lavare ed asciugare le arance, prelevarne la buccia cercando il più possibile di evitare la parte bianca, essiccarle mettendole sopra un termosifone e poi utilizzando un mortaio pestarle fino ad ottenere una polvere finissima. Conservare la polvere chiusa in un barattolo di vetro in un luogo fresco ed asciutto.

UN ABBRACCIO!!!

martedì 9 febbraio 2010

PANDOLCE CON MANDORLE E NOCI

Il bello della domenica è quello di sapere di potersi alzare con calma evitando la solita corsa stressante, snervante e frustrante dell’ultimo minuto per riuscire ad essere puntuali in ufficio, perciò si affronta la giornata con mooolta più serenità (infatti oggi è martedì e vado già terribilmente di fretta!!!). Credetemi, io la domenica sono un’altra persona. No, no che non ho la doppia personalità… è solo che amo essere puntuale al lavoro… e pure non al lavoro! Lo sono sempre stata, sono un tipo che ad un appuntamento si presenta con cinque minuti di anticipo e mai con cinque minuti di ritardo… beh, veramente è successo ma magari questo lo salto… non prendetemi per una precisina/perfettina perché non lo sono… ma amo la puntualità. Pregio?Difetto? Boh, a me va bene così!!! Tornando alla domenica e al tempo a disposizione, di solito passo la giornata in compagnia della mia spianatoia, tra cubetti di lievito fresco e con le mani in pasta (anche se, a dire la verità, mi sa tanto che è stata l’ultima volta ma non anticipo n-i-e-n-t-e!!!). Ormai l’avrete capito, sono la mia passione e questo pane, trattandosi di un lievitato, non potevo di certo farmelo scappare, ed infatti eccolo qua! Bello, morbido e pure rustico con tante noci e mandorle dentro…

2-Pandolce con mandorle e noci

Ingredienti:

- 300 gr. di farina”00”

- 50 gr. di farina di mais

- 20 gr. di lievito di birra

- 150 gr. di latte

- Buccia grattugiata e succo di un’arancia biologica (o limone)

- 100 gr. di zucchero semolato

- 1 uovo intero

- 60 gr. di olio

- 70 gr. di mandorle

- 70 gr. di noci

- Un pizzico di sale

Mescolare le due farine con lo zucchero e disporre a fontana sulla spianatoia; al centro versare il lievito sciolto nel latte tiepido, l’olio, l’uovo sbattuto, la buccia grattugiata e il succo dell’arancia e in ultimo il sale (se l'impasto non risultasse morbido e liscio aggiungere ancora un pò di latte). Impastare gli ingredienti fino ad ottenere una pasta omogenea ed elastica, mettere a lievitare in un posto caldo per circa un’oretta e mezza coperta da un canovaccio. Riprendere l’impasto e stenderlo con il matterello, cospargere con le mandorle intere e le noci spezzettate, arrotolare la pasta su se stessa ed impastarla nuovamente, formare un salsicciotto e metterlo all’interno dello stampo da plum cake precedentemente infarinato ed imburrato, cospargere la superficie con noci spezzettate e mandorle tagliate a fettine, coprirlo e lasciarlo lievitare fino al raddoppio.

Infornare a forno già caldo a circa 180° per circa 40/50 minuti a seconda del proprio forno. Sfornare, cospargere la superficie con lo zucchero a velo una volta raffreddato.


UN ABBRACCIO!!!

lunedì 8 febbraio 2010

CAVOLFIORE IN UMIDO

E pensare che fino a qualche anno fà al massimo avrei potuto mandar giù quel quanto basta di lattuga romana e/o gentilina giusto per mettermi a posto con la coscienza sul fabbisogno giornaliero di verdura… è dura da ammettere ma non sono stata un esempio perfetto riguardo la sana alimentazione. Poi, un bel giorno, grazie ad un professore macrobiotico il mio stile di vita pian pianino è cambiato. No però che mi sia data in questi anni alla macrobiotica… ma qualcosa è cambiato. L’insegnamento più forte riguarda la maggiore consapevolezza sugli ingredienti dei prodotti che compriamo quotidianamente, sui coloranti, sui conservanti e su altre strane sostanze presenti. Non esagero e non prendetemi per fissata ma oggi sono il tipo che quando compra un prodotto prima legge gli ingredienti e poi guarda la scadenza!!! Così è stato anche per le verdure, rigorosamente di stagione e locali. Oggi è difficile che io la rifiuti... anche se... d'accordo, va bene lo ammetto... la rifiuto solo se di mezzo ci sono i ravanelli… mi dispiace ma i ravanelli proprio non riesco a mandarli giù, zero nemmeno uno… mentre tra i miei preferiti ci sono i cavolfiori… appunto…

In umido li cucina spesso mia madre, usa aggiungere le patate così come per la verza qui e un sughetto con la polpa di pomodoro a fine cottura.


Ingredienti:

- 1 cavolfiore

- 300 gr. di patate

- Cipolla

- Polpa di pomodoro

- Sedano

- Peperoncino

- Olio extravergine d’oliva

- Sale qb

Pulire e lavare il cavolfiore, dividerlo a cimette; pulire e pelare le patate, lavarle sotto acqua corrente e tagliarle a pezzi non troppo grandi. In una casseruola versare un filo d’acqua, unire una pezzetto di peperoncino e una presa di sale. Coprire e non appena inizierà a bollire aggiungere il cavolfiore e le patate. Coprire e portare a cottura. A parte, in una padella, fare appassire la cipolla tagliata a fettine sottili nell’olio, unire il sedano tagliato altrettanto sottilmente ed infine unire la salsa di pomodoro. Coprire e lasciare stufare a fuoco basso. Infine aggiungere il cavolfiore e la patate, amalgamare il tutto e lasciare insaporire per alcuni minuti. Spegnere la fiamma e lasciare intiepidire.

UN ABBRACCIO!!!

venerdì 5 febbraio 2010

CROSTATA … ALLA SIMIL CASSATA SICILANA… ???

Questi sono stati in assoluto i giorni più intensi e più strani di queste ultime settimane, a tratti brutti e critici (soprattutto sul lavoro) e a tratti sereni e fantastici sotto ogni punto di vista… comunque spero di tornare presto alla normalità e ai soliti ritmi… premesso questo (...no che centri qualcosa con la ricetta o che possa interessare a qualcuno…) domenica scorsa ho preparato questa crostata per la raccolta di Fiorix ma, non riuscendo a postarla entro i termini previsti, l’intenzione è andata a vuoto… “mi dispiace Fiore!!!!”!!! Tornando a noi… ecco, mica sono completamente convinta che il titolo centri effettivamente qualcosa con la ricetta in questione dato che questa è sicuramente una crostata. Volendo utilizzare della ricotta fresca e avendo dei canditi in casa da smaltire, la soluzione più ovvia che ho trovato per la ricotta è stata quella di utilizzarla come ripieno per una crostata e per i canditi quella di aggiungerli al ripieno di ricotta e di conseguenza mi è venuta in mente la cassata siciliana… tutto qui! Non so voi, ma a me ultimamente capita spesso di pensare a qualcos’altro mentre sto già facendo una cosa… strano vero???

1- crostata alla ricotta con gocce di cioccolato e canditi

Ingredienti:

Pasta frolla:

- 250 gr. di farina “00”

- 1 uovo intero

- 70 gr. di zucchero semolato

- 70 gr. di burro

- 1/2 bustina di lievito vanigliato per dolci

- 1/2 buccia grattugiata di un limone biologico

- Sale

Ripieno:

- 400 gr. di ricotta fresca

- 100 gr. di zucchero semolato

- 1 uovo intero

- Gocce di cioccolato

- Canditi



Per la frolla: Setacciare direttamente sulla spianatoia la farina e il lievito, formare una fontana al centro e lavorare lo zucchero semolato con il burro. Unire e amalgamare l’uovo con una forchetta, aggiungere un pizzico di sale e la buccia grattugiata del limone. Impastare gli ingredienti fino a quando non saranno ben amalgamati fra loro. Formare una palla e farla riposare per mezz’oretta in frigorifero. Riprendere la frolla, staccarne un pezzo mettendolo da parte, stenderla sulla spianatoia sopra un foglio di carta da forno. Rivestire la teglia precedentemente imburrata ed infarinata.

Per il ripieno: in una ciotola passare al setaccio la ricotta, unire lo zucchero semolato, l’uovo e lavorare con la frusta gli ingredienti. Infine aggiungere i canditi e le gocce di cioccolato, mescolare per bene il tutto.

Per la crostata: versare il ripieno all’interno della teglia, tirare la parte restante della frolla con il matterello e, con la rotella ondulata, ritagliare delle strisce. Ritagliare delle striscioline di pasta frolla e disporle sulla ricotta, prima in un senso e poi nell’altro, in modo da formare la decorazione tipica della crostata.

Infornare a forno già caldo a 180° per circa 25/30 minuti o fino a quando la frolla non sarà diventata dorata ai bordi!!!

4-crostata alla ricotta con gocce di cioccolata e canditi

UN ABBRACCIO!!!


lunedì 1 febbraio 2010

BISCOTTI ALL’AVENA CON ARANCIA E CIOCCOLATO

Sulla scia dei biscotti con i muesli qui e della mia passione ormai illimitata per l’avena non potevo di certo farmi mancare questi biscottini ideali per la prima colazione…

In realtà, quando indico farina d’avena (…tanto lo so che immaginate dove voglio arrivare…) mi riferisco ai fiocchi d’avena mixati. Eh si, proprio mixati con un semplicissimo mixer o frullatore perché dalle mie parti della farina nemmeno l’ombra… ahimé!!! Ammetto però che da quando ho avuto questa “genialata” (…vabbé d'accordo... ammetto di stare esagerando... chissà quante di voi l’avrà già fatto…) la metto praticamente dappertutto. E dire che a me i dolci con l’avena non sono mai piaciuti, sarà perché ho sempre utilizzato i fiocchi e nel risultato finale questi fiocchi rimanevano… ecco, diciamo abbastanza “croccantini” e pure abbastanza crudi nella parte centrale, cosa che mi ha dato sempre fastidio! Un conto è avere un biscotto friabile e croccante e un altro è avere proprio il singolo fiocco crudo. Inutile e vani i tentativi di metterli in ammollo nello yogurt o, così come si è soliti fare con la crusca, nell’acqua calda lasciandoli riposare per permette all’avena di cuocersi… ma niente, anche se apparentemente le sembianze sono di un fiocco d’avena cotto e stracotto, messo nell’impasto e fatto cuocere in forno, alla fine torna ad essere crudo, mah non ho assolutamente idea dove sia l’errore.

Ma con la farina… aaahhh con la farina è mooolto diverso, fidatevi pure… e questi si che sono dei biscotti friabili e croccanti senza quella strana sensazione di non cotto…


Ingredienti:

- 200 gr. di farina d’avena (200 gr. di fiocchi d’avena mixati)

- 100 gr. di farina “00”

- 1 uovo intero

- 3 cucchiai di miele (acacia)

- 1 tazzina di caffé d’olio (circa 50 grammi)

- 1 cucchiaino di lievito vanigliato per dolci

- Buccia grattugiata e succo di un’arancia biologica

- Gocce di cioccolato qb

- Un pizzico di sale

In una ciotola con una forchetta lavorare per bene l’uovo con il miele; aggiungere l’olio, la buccia grattugiata e il succo dell’arancia, il sale e mescolare. Unire la farina d’avena, l’altra farina setacciata e il cucchiaino di lievito; in ultimo unire le gocce di cioccolato.

Amalgamare il tutto finché il composto non diventa omogeneo. Disporre su una teglia da forno rivestita con carta da forno delle cucchiaiate d’impasto e appiattire in modo da formare dei biscotti più o meno rotondi, per facilitare quest’operazione basta utilizzare la parte posteriore di un cucchiaio leggermente bagnato.

Infornare a 160° a forno già caldo per circa 15 minuti fino a quando non diventeranno dorati in superficie.


UN ABBRACCIO!!!